Anteha Sisio: dalle radici al palcoscenico Europeo
Un risultato che racconta molto più di una gara
Ci sono risultati che raccontano una competizione e una medaglia. E poi ci sono risultati che raccontano anni di lavoro, scelte, sacrifici, pazienza e coraggio.
Quello raggiunto da Anthea Sisio ai Campionati Europei 2026 di Zagabria, dove ha vissuto il suo esordio europeo senior come più giovane della squadra italiana, rappresenta per AIACE qualcosa di molto speciale.
Anthea è cresciuta sportivamente in AIACE. Qui, per nove anni, sono state costruite progressivamente le basi tecniche, fisiche e mentali che le hanno permesso di affrontare un percorso sempre più complesso.
Riguardare oggi programmazioni e appunti di quegli anni significa ritrovare la bambina che imparava, provava, sbagliava e riprovava. E ricordare che i grandi risultati non nascono all’improvviso: si costruiscono, un passo alla volta.
Riconoscere il talento e avere il coraggio di accompagnarlo
Crediamo che il compito di una società non sia condurre tutte le bambine lungo la stessa strada, ma comprendere quale percorso possa essere più adatto a ciascuna.
Silver e Gold hanno obiettivi differenti ed entrambi hanno valore. Ma quando una giovane atleta dimostra capacità fisiche e mentali, motivazione e desiderio di affrontare un percorso agonistico più impegnativo, crediamo sia giusto darle questa possibilità.
E quando una società comprende di non possedere da sola tutti gli strumenti necessari per accompagnarla oltre, collaborare con chi ha competenze ed esperienze differenti non significa perdere un’atleta: significa metterla davvero al centro.
Con Anthea lo abbiamo fatto.
Quando frequentava ancora la terza media abbiamo capito che era arrivato il momento di aprire una porta più grande e l’abbiamo accompagnata al CAT di Trieste, con cui AIACE collaborava già da tempo.
Anthea è arrivata lì con nove anni di basi costruite in AIACE. Negli ultimi tre anni il CAT ha proseguito questo percorso portandola verso esperienze sempre più importanti. Il nostro grazie va a Diego e Carolina Pecar, Teresa Macrì, Tea Ugrin e a tutto lo staff di Trieste per il lavoro e le opportunità che le hanno offerto.
Una famiglia che ha saputo fidarsi
In questo percorso è stato fondamentale anche il ruolo della famiglia di Anthea, che negli anni ha saputo fidarsi e affidarsi.
È stata presente sostenendo sacrifici, scelte e difficoltà, ma mantenendo quella giusta distanza che permette a una ragazza di diventare progressivamente autonoma.
Essere presenti senza sostituirsi. Sostenere senza intervenire in ogni difficoltà. Rispettare il ruolo dei tecnici e permettere alla propria figlia di confrontarsi con fatica, errori, responsabilità e decisioni.
La fiducia della famiglia nel progetto tecnico ed educativo, anche nel momento della scelta di Trieste, è stata una delle condizioni fondamentali per poter lavorare con continuità.
Una giovane atleta cresce davvero quando famiglia, tecnici e società riescono a costruire intorno a lei un’alleanza basata sulla fiducia e sul rispetto dei ruoli.
Dietro un’atleta c’è una squadra molto più grande
I nove anni trascorsi in AIACE non sono stati costruiti da una sola persona.
Un grazie particolare va alle insegnanti che hanno accompagnato direttamente Anthea nella sua crescita: Vania Vescovo, Giulia Michelon, Rachele Brunato, Chiara Tollardo e Laura Busatto.
Ma il ringraziamento si estende a tutto lo staff AIACE, agli insegnanti dei corsi di base e avanzati, alla segreteria e a tutte le persone che negli anni hanno permesso alla società di dedicare tempo e risorse a un progetto agonistico così impegnativo.
Un ruolo prezioso appartiene anche al nostro Staff Genitori, che continua a occuparsi di tantissimi aspetti della vita societaria contribuendo a creare prima di tutto un ambiente familiare.
Perché siamo convinti che la serenità e la fiducia costruite quando un’atleta è bambina diventino strumenti importanti quando, crescendo, le richieste dello sport diventano più difficili.
Mente, prevenzione e salute
Il percorso non è mai stato soltanto tecnico.
La collaborazione con IUSVE – Area di Psicologia dello Sport e i progetti sviluppati negli anni hanno rafforzato una visione che appartiene profondamente ad AIACE: allenare significa lavorare anche sulla consapevolezza, sulla gestione delle emozioni, sulla fiducia e sulla responsabilità.
Fondamentale è stato inoltre il lavoro sulla prevenzione e sulla salute. Un ringraziamento speciale va al fisioterapista Salvatore Scintu, con nove esperienze olimpiche alle spalle in questo sport, che ha seguito Anthea educandola anche alla prevenzione e alla conoscenza del proprio corpo, e a tutto lo staff medico dello Studio Scintu di Milano.
Un grazie particolare anche al medico radiologo Dott. Alberto Magenta, sempre disponibile e presente soprattutto nei momenti di urgenza anche solo per “prevenire” eventuale infortunio grazie a puntuali accertamenti diagnostici fondamentali soprattutto nell’età evolutiva.
ANTHEA: la più giovane della squadra
A Zagabria Anthea si è trovata ad affrontare il suo primo Europeo senior da più giovane della squadra italiana.
Condividere questa esperienza con ginnaste più grandi ed esperte è stato un altro importante momento di crescita. Un grazie quindi alle sue compagne Manila Esposito, Giulia Perotti, July Marano ed Elisa Iorio, punti di riferimento preziosi con cui condividere responsabilità, tensione, concentrazione e infine la gioia di un risultato così importante.
Perché anche in uno sport apparentemente individuale nessuna atleta arriva davvero da sola.
Le radici restano
Dopo Zagabria, Anthea ha voluto trascorrere un po’ di tempo proprio all’AIACE, nella società che l’ha vista crescere, condividendo con le nostre atlete le emozioni dell’esperienza appena vissuta.
Un gesto semplice che per noi significa moltissimo.
Oggi vediamo una giovane ginnasta con la maglia azzurra sul palcoscenico europeo. Ma vediamo ancora anche la bambina da cui tutto è cominciato.
Siamo profondamente grati a tutte le persone che oggi permettono ad Anthea di continuare il suo volo.
E siamo orgogliosi di sapere che una parte importante delle fondamenta di questa bellissima storia è stata costruita, giorno dopo giorno, in AIACE.
Perché prima di imparare a volare servono radici forti.





















































































































